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Che l’utilizzo dei social media all’interno del museo necessiti spesso di un forte cambiamento organizzativo interno, lo abbiamo visto molte volte. Tuttavia è sempre molto interessante scoprire testimonianze concrete di progetti in grado di illustrare problemi, criticità e successi.

In occasione di Museums and the Web 2011, Dana Allen-Greil, (National Museum of American History, Smithsonian Institution), Susan Edwards e Jack Ludden (J. Paul Getty Trust) e Eric Johnson (Monticello) hanno presentato un paper molto interessante: Social Media and Organizational Change.

With the authors’ multiple perspectives, this paper highlights some of the ways that social media are changing the ways that staff communicate and work together, and addresses issues such as whether to distribute management of social media content across an organization or to centralize efforts; how to find tactics for educating and training staff about what social media are; and how social media can further the mission, set new expectations for current staffing positions held within the museum, and promote a cultural shift that embraces collaborative, agile ways of interacting with our peers and our audiences.

Il paper analizza in modo abbastanza approfondito i diversi approcci e le diverse criticità emerse nelle tre organizzazioni: NMAH, Getty, Monticello.
I tre autori non si sono limitati a realizzare un paper ricco di spunti di discussione relativi alla comunicazione interna circa l’esperienza social, ma hanno realizzato un fondamentale spazio wiki (utilizzando il comodissimo PBWorks) nel quale trovate esempi di Social Media Plan, Policy molto dettagliate, post, paper e presentazioni.

Sono sicuro che troverete documenti utili su cui sperimentare l’approccio social della vostra istituzione, anche se temo che non tutti hanno la possibilità di disporre di uno staff di 6 persone per curare la presenza su Facebook, come avviene al Getty!
Ad ogni modo ecco qui la pagina nella quale trovare anche diverse Blog policy: Example Social Media Policies and Plans.

Buona lettura!

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Museums and the Web: An International Conference Toronto, Ontario, Canada, April 22-25, 1998

Continua l’approfondimento sulle tappe che hanno segnato l’evoluzione in Rete di musei e istituzioni culturali: per leggere gli altri 4 appuntamenti cliccate sulla categoria “Evoluzione Storica”.

1998 Gli interventi riguardanti l’interazione web museo/fruitore iniziano ad essere sempre più numerosi e nell’edizione “Museums and the Web” del 1998 viene presentato un interessante paper dal titolo

Using the Web to Change the Relation Between a Museum and its Users (Science Museum, London)

il progetto STEM incoraggiava studenti e insegnanti a produrre progetti e risorse riguardanti il museo rendendoli in seguito accessibili via web.

Un tentativo di creare una relazione di lungo termine con i fruitori e un’anticipazione di quello che ora si chiama User Generated Content (UGC). Il progetto, finanziato da Toshiba, metteva in palio anche un premio per il miglior contributo prodotto con la volontà di diventare, dopo un periodo di prova, un creatore di contenuti formativi di qualità.

Restando in Europa, sempre nel 1998, è necessario citare un ottimo progetto sviluppato in Portogallo e descritto nel paper Using the Web to Give Life to Museum.

The new multimedia and interactive technologies represent new ways museums can improve the communication with the public, to attract remote (virtual) visitors, complement a real visit, and explore new potentials – some only possible due to recent information technology.

A common strategy is under development and implementation in North Portugal: several museums are joining efforts to share the costs of a move towards the new technologies, through a Science & Technology project Geira, whose aims include the use of new technologies to promote the national cultural heritage.

Viene presentato, come esempio, il Museu Nogueira da Silva:

The site structure follows a conventional approach – the museum background, school oriented activities, the collections, guided tours and the art gallery – but it also includes some innovation in the way the site is built, both at the presentation level and at the contents.(…) The MNS site interface was designed for three adult user profiles – the “occasional”, the “intentional” and the “expert” user – and a “kid” profile.

Da questa breve descrizione dell’architettura del website si intuisce come le realtà museali iniziassero già negli anni 90 ad analizzare quali target navigassero all’interno del sito constatando come diversi fruitori avessero diverse necessità: un contenuto non poteva essere presentato nel medesimo modo sia all’esperto che al semplice curioso.

In particolar modo, per il profilo “kid”, l’esperienza della visita museale reale chiamata Look, listen and feel a museum che riguardava un po’ tutta l’attività didattica, ha in seguito avuto una “coda” in Internet davvero interessante.

Trovate qui i dettagli del progetto.

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