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Posts Tagged ‘MoMA’

L’8 aprile sono stati annunciati i Best of the Web 2011 di Museums and the Web, nelle diverse categorie.
Nella categoria Social Media ha vinto TATE con il progetto “One-to-one with the Artist: Ai Weiwei”.
“Honorable Mention” in ambito social anche per il MoMA con il porgetto “Andy Warhol: Motion Pictures”.

Da segnalare la premiazione nella categoria “Small”, del County Museum, Dundalk (Irlanda) che ha realizzato questo splendido mini-sito sull’archeologia “ASI: Archaeology Scene Investigations in North County Louth“.

In ambito Mobile ha vinto il MoMA con una App per iPad che vi avevo segnalato mesi fa: AB EX NY iPAD APP.

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Nuova applicazione per iPad realizzata dal Mart in occasione della mostra Modigliani Scultore (fino al 27.03.2011).

Ti proponiamo, per ogni opera, un confronto con le creazioni di grandi artisti del passato, di tradizioni lontane come quelle orientali e africane, o di maestri come Picasso e Brancusi, che hanno condiviso con Amedeo Modigliani il clima di grande rinnovamento artistico nella Parigi degli anni Dieci del Novecento.

Ti suggeriamo inoltre, per ogni opera, un approfondimento critico che aiuta a cogliere tutte le sfaccettature di questa mostra. I testi sono selezionati dal catalogo della mostra, e offrono un raccotno totalmente inedito delle sculture di Modigliani.

Anche Mashable in un recente articolo ha mostrato una serie di applicazioni museali per iPhone: una carrellata che va da Louvre all’ Australian National Gallery fino al MoMA.

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Il MoMA lancia una nuova applicazione per iPad dedicata alla mostra Abstract Expressionist New York (fino al 25 aprile 2011). A testare la nuova application un social media guru d’eccezione…Judi!

E’ piacevole vedere come un’istituzione del calibro del MoMA affronti il lancio di un’applicazione in modo così informale ed ironico.
Inutile dire la bellezza di video e immagini full screen su un dispositivo simile.

The free MoMA AB EX NY iPad App

www.moma.org/explore/mobile/abexnyapp

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Come tutti saprete è stato recentemente inaugurato il MAXXI – Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo in via Guido Reni a Roma.

Ero curioso di vedere che direzione sarebbe stata presa per l’attività legata a social media e community online: il website istituizionale è ancora in fase di lavorazione ma è già ampiamente visibile in homepage la sezione community.

Un nuovo spazio per incontrare e far incontrare i visitatori reali e virtuali del MAXXI, uno spazio pensato per condividere idee, interessi, esperienze, opinioni sul mondo della creatività contemporanea.

4 sono le piattaforme in cui trovare il MAXXI: Facebook, Twitter, Youtube, Flickr.

E’ ancora molto presto per capire la qualità della comunicazione in questi presidi (tono, frequenza di intervento, interazione e soprattutto gestione delle criticità/commenti negativi) ma per quanto riguarda la customizzazione grafica sorprende la qualità sia della pagina Facebook sia del profilo Twitter.

La pagina Facebook ha una splendida immagine di profilo, molto ampia, mentre la sezione riquadri nasconde, sacrificandola un poco, una bella pagina customizzata che informa sulle mostre presenti nel museo (ma perchè non realizzare una landing page denominata Mostre in corso?).
Relativamente alla creazione di landing page fortemente customizzate su Facebook c’è chi sostiene che queste spiazzino l’utente, essendo a volte molto diverse dalla restante struttura di Facebook: nel profilo TATE, ad esempio potete vedere un utilizzo massiccio di queste pagine, mentre il MoMA opta per pagine più sobrie.

Ad ogni modo credo che la soluzione migliore sia forse quella di utilizzare le landing page in occasione di nuove mostre facendo atterrare gli utenti solo per il periodo di lancio dell’evento, in modo da risultare poco invadenti.

Ecco un articolo di Jim Richardson sull’attività in Facebook di TATE.

Tornando all’attività digitale del MAXXI al momento è ovvio che la comunicazione sia quasi interamente formata da avvisi di eventi e presentazioni: vedremo se, soprattutto per quel che riguarda i tweet, in futuro si adotterà un dialogo con gli utenti.
Ancora più importante sarà capire se ci saranno progetti in grado di mescolare online e offline, user generated content e materiale professionale.

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Ne avrete senz’altro già sentito parlare: Foursquare è un social media per la geolocalizzazione e ha da poco raggiunto il milione di iscritti. Inoltre il suo creatore, Dennis Crowley, pare intenzionato a stringere rapporti con Facebook e Twitter e sarà molto interessante vedere come evolverà la situazione.

Ovviamente il geo social network in questione è diventato subito oggetto di interessanti campagne di marketing da parte di moltissimi brand (ne ho scritto qui).
Relativamente all’ambito museale vi segnalo l’articolo di Jim Richardson Foursquare for Museums.

The next big thing?
Foursquare is being hyped as the next big thing, so perhaps now is the time to make yourself aware of what it is all about, even if it is just to see what people have written about your Museum in the game. Whether Foursquare makes a big splash or not, I think this kind of location based review will become popular in 2010 to some extent.

Tra i musei che hanno già sperimentato questo strumento, incorporandolo all’interno della pagina facebook, c’è il MoMA.
Ma che ci si può fare concretamente con Foursquare? Ad esempio offerte, sconti e promozioni ai visitatori più affezionati.
E’ quanto emerge da una serie di approfondimenti sul tema, tra i quali questo Case Study 35: Foursquare, New Opportunities for your Museum Marketing!.

As a museum or gallery, you can use foursquare to engage your increasingly mobile visitors with foursquare “Specials,” which are discounts and prizes you can offer your loyal visitors when they check in on foursquare at your museum or gallery. Don’t forget to show extra love to your venue’s Mayor! Additionally, if you offer foursquare Specials to your visitors, you will be able to track how your museum is performing over time thanks to a robust set of venue analytics for free.

Se siete interessati all’argomento non perdete la discussione sull’utilizzo di Foursquare in ambito museale che si sta svolgendo su MuseumMedia.

Sarà vera gloria?

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MoMA > Meet Me

Per approfondire l’utilizzo dei nuovi media in ambito culturale, è utile iniziare ad esplorare quello che hanno realizzato i musei e le istituzioni premiate alla confernza Museums & Web 2010 che si è tenuta a Denver.

Trovate qui, la lista completa.

Per la categoria Education ha vinto il MoMA con il progetto Meet Me, per rendere l’arte accessibile ai malati di Alzheimer.

The MoMA Alzheimer’s Project is the nationwide expansion of MoMA’s art and dementia programs, including Meet Me at MoMA, the Museum’s outreach program for individuals living with Alzheimer’s disease and their caregivers. Funded by a major grant from MetLife Foundation, the project broadens the reach of these programs through the development of resources that can be used by museums, assisted-living facilities, and other community organizations serving people with dementia and their caregivers.

Molto interessante anche il progetto che ha vinto nella categoria Exhibition (Honourable mention): PhilaPlace. Il progetto realizzato da The Historical Society of Pennsylvania, unisce una grafica accattivante, contenuti multimediali e interattività:

It is an interactive and deeply interpretive site that connects stories to places across time in Philadelphia’s neighborhoods, creating an enduring record of the city’s heritage. The site weaves stories shared by ordinary people of all backgrounds with historical records to present an interpretive picture that captures the rich history, culture, and architecture of its neighborhoods – past and present.

Un award per la categoria Exhibition è andato anche al MoMa per il website dedicato alla mostra Bauhaus: davvero notevole, con belle immagini, slideshow, testi chiari e che compaiono al semplice passaggio del mouse.

Se vi interessa il dicorso “podcast”, in questa categoria ha vinto il progetto di audio on demand del National Museum of Australia.

Per quanto riguarda l’utilizzo dei social media ha vinto un museo di cui abbiamo parlato più volte: Picasso Museum.
L’attività online del museo si dispiega su moltissimi presidi, ma qui vi riporto una presentazione del blog:

Behind-the-scenes blog, with plurality of museum staff voices, explaining processes more than results: assembly of exhibits, online collection, communication campaigns, restoration work, etc. All trilingual Spanish-Catalan-English. Readers’ comments are more frequent in the Catalan or Spanish versions (we’re in the process of merging comments of the three languages). In six months the blog has had more than 50.000 reads

Un riconoscimento di prestigio è andato anche a quel favoloso progetto che è ArtBubble, realizzato da Indianapolis Museum of Art.

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Me lo chiedo spesso navigando per siti museali: certo, all’interno del sito spesso si trovano splendide gallery o interattive slideshow di flickr (vedi MoMA Slideshow on flickr) ma trovo che le homepage siano spesso “scarne”  in termini visuali.

Recentemente ho fatto una ricerca relativa ai siti di automotive, e sono rimasto sorpreso dalle soluzioni visual adottate: ti devono vendere un prodotto e per questo te lo mostrano spesso in modo impeccabile. Anche per chi come me non è certo un appassionato del settore, risulta difficile non ammirare le immagini piazzate in bella evidenza già in homepage.

Prendete il caso della Panamera.

Lasciando perdere inutili paragoni tra vendere prodotti e “vendere” cultura, mi chiedo semplicemente come mai i musei non sfruttino meglio quell’incredibile patrimonio di immagini di cui spesso dispongono.

Non sono un esperto di webdesign, ma non vi piacerebbe arrivare sul sito di un museo ed essere accolti da una slideshow ad alta definizione che mette in evidenza esterni, interni, collezioni, eventi?

Qualche giorno fa sono stato letteralmente rapito dalla breve slideshow presente nella home del sito relativo al prossimo festival internazionale di giornalismo: un biglietto da visita che vale mille volte di più di qualsiasi descrizione, offerta o spot.

Bhè, se avete 10 minuti liberi vi propongo una sfida da veri detective culturali: riuscite a trovare esempi di homepage museali degne di nota relativamente all’utilizzo delle immagini?

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