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Posts Tagged ‘museum of london’

Dedico il secondo post di oggi ancora al Museum Of London perchè non mi ero ancora imbattuto in un museo con il proprio profilo su Scribd, piattaforma che consente di condividere documenti online.
Museum Of London ha dunque un profilo su questa piattaforma, personalizzato con la propria immagine coordinata (www.scribd.com/MuseumofLondon), dove sono stati caricati 79 documenti: volantini, locandine, brochure informative, paper sull’uso delle applicazioni mobile, ecc.

I contenuti sono stati visualizzati  oltre 163.000 volte e l’account conta 89.000 followers.
Ovviamente Scribd è perfettamente integrato con tutti i principali Social Media e consente anche un’ottima fruibilità via mobile.

Passando un attimo dalla gestione del contenuti testuali a quelli video, vediamo come il museo ha presentato la mostra Pirates: The Captain Kidd Story. Un vero e proprio exhibition trailer sui pirati! (che si stia cavalcando un po’ troppo il successo della saga con Johnny Depp?).
Ad ogni modo questo è solo uno degli ultimi esempi di exhibition trailer e dato il successo del contenuto “video” in rete (di gran lunga la tipologia di contenuto più apprezzata e condivisa dagli utenti) ne vedremo sempre di più.

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Recentemente il Museum of London ha pubblicato online la sezione “Collections Online” dove mostra 10.000 oggetti appartenenti alla propria collezione: l’obiettivo dichiarato nei prossimi 3 anni è quello di arrivare a 90.000 oggetti condivisi online.
Tuttavia l’elemento sorprendentemente piacevole è rappresentato dalla visibilità data alle persone che hanno reso materialmente possibile tutto questo.  Sul blog del museo infatti viene presentato il team che ha svolto queste attività. Non solo, prossimamente ci saranno post realizzati proprio dai membri di questo staff.

To achieve this aim the Museum has recently taken on four Project Assistants to coordinate the documentation and digitisation necessary to achieve this target.

The four Project Assistants, and their current areas of focus, are:

Anna: Photographs by Henry Grant
Verity: 17th century trade tokens and Roman Samian ware
Ed: Roman coins
Ellie: Trade cards, Valentine cards and Tinsel prints

Come ho già avuto modo di dire più volte, trovo particolarmente interessante l’uso del blog museale anche per comunicare e condividere making of, backstage e dare ampio spazio allo staff e alle competenze diffuse nell’istituzione.
Vedere volti, sorrisi e leggere post informali in prima persona di chi lavora sui diversi progetti credo aiuti enormemente, anche da un punto di vista strettamente empatico, il rapporto con il pubblico.

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StreetMuseum

Le applicazioni Augmented Reality stanno invadendo anche il settore culturale: ne avevamo parlato in occasione dell’applicazione realizzata dal Powerhouse Museum di Sydney (leggi > Augmented Reality: come unire passato e futuro).
Il reale peso informativo di molte soluzioni è tutto da verificare, ma sembra che la strada intrapresa da molte realtà sia quella di sfruttare le nuove tecnologie per unire passato e futuro.

In questa direzione va anche il progetto StreetMuseum di Museum of London. L’applicazione, che sfrutta Google Maps in modo creativo, fa si che mentre siete in giro per le vie della capitale inglese, si apra sul vostro smartphone una sorta di finestra sul passato, visualizzando immagini e fatti storici della location in cui vi trovate. Anche in 3D.

StreetMuseum—an iPhone app from the Museum of London—overlays four hundred years of historic images on today’s city streets.
StreetMuseum makes creative use of Google Maps and geo-tagging to show users how London used to look. You can use it to check out pictures and info about nearby historic locations, which is has more of a straightforward walking tour feel. (museummedia)

Che ne dite?

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Della ricerca Museum of London e Social Software, realizzata da Bilkis Mosoddik ho già scritto (vedi Museum of London e social media: le conclusioni): in sostanza pare proprio che ci sia molto da fare per migliorare l’engagement con gli utenti.

Proprio per questo Bilkis espone ora quelli che sono i buoni propositi per il prossimo anno:

  • Add regular Facebook status updates on the MOL Facebook fan page,
  • Twitter regularly on the MOL Twitter account,
  • Blog more frequently on this blog site, and
  • I have been vigilantly ensuring that all comments on MOL Facebook, YouTube, blogs, and Flickr, and all tweets and Twitter messages at Museum of London is responded to

Come più volte è stato detto, l’elemento chiave è aumentare la consapevolezza di tutto lo staff circa l’importanza della presenza online, la quale ovviamente non è più solo la presenza del website istituzionale ma si “ramifica” in tanti ambienti diversi.

E questo infatti Bilkis lo sa bene:

I am also emphasising the use of social software to my colleagues and attempting to pass on responsibilities to various departments to manage some of these tools.

Trovate tutte le info nel post  What are we doing now?

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Ho già parlato in altri post della ricerca condotta da Bilkis Mosoddik intitolata “Museum of London and social software”: ora ci sono i risultati del suo lavoro.

Queste le domande che si è posto e alle quali ha provato a dare una risposta:

  • Does the Museum of London lose visitors through having content sitting on separate social software sites?
  • Are visitors engaging with Museum of London through social software sites?
  • Should museums spend time pursuing the use of social software to attract new audience?
  • Should website visit statistics of content sitting on social software sites be included in the official statistics reports?

Leggendo l’articolo si capisce sia la difficoltà di fare una ricerca esauriente relativamente all’efficacia degli strumenti “social”, sia un utilizzo di questi strumenti da parte del museo, molto lontano dalle reali potenzialità.

Ad ogni modo, credo sia aprezzabile il tentativo di misurare  la “concretezza” di queste attività. Se volete farvi un’idea del lavoro svolto da Bilkis, trovate qui il post.

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museumoflondon

Il già citato Bilkis Mosoddik continua a presentare il suo lavoro di ricerca: l’ultimo post si intitola “Museum of London and social software: research methodology for analysing effectiveness of Museum blog”.

Questa la presentazione del suo ultimo pezzo, relativo alle metodologie di ricerca:

There are a number of ways in which I gathered information and analysed the data to evaluate the effectiveness of social software in increasing visits to Museum of London and the Museum’s main website. I used a combination of quantitative and qualitative data, including drawing upon my own experience as Web Content Manager working on these websites.

In today’s post, I will explain some of the methodology I used to answer the set of questions I identified at the start of my research to help me measure the effectiveness of the Museum of London blog (this site referred to as MyMOL) on the Museum of London website. These questions can be seen in my first blog post on this subject.

Potete leggere qui tutti i suoi interventi.

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britishmuseum

Come vediamo spesso dalle attività di Jim Richardson, o dal bellissimo portale MUSEUMid, in Inghilterra c’è un vivace confronto sull’utilizzo dei nuovi media in ambito museale.

In questo senso è interessante leggere il post di Bilkis Mosoddik “Museums and social software: some interesting findings from research”.

Bilkis ha contatto via mail  i 10 musei top di Londra (estrapolati da UKguide.org) sottoponendo ad essi alcune domande relativamente all’attività online.

Queste le sue conclusioni:

  • Blog: 4 hanno già un blog o stanno per pubblicarlo online; i restanti 6 stanno valutano la possibilità di crearne uno per l’immediato futuro.
  • Social media: 9 su 10 hanno un profilo in Facebook
  • Facebook è il “social tool” più utilizzato per promuovere il brand del museo e gli eventi organizzati.

Bilkis cita anche un’altra ricerca presentata lo scorso giugno, dove venivano interpellati ben 270 manager culturali:

I also came across the results of a questionnaire of 270 managers in cultural institutions from across the world carried out by Communicating the Museum at a conference in June 2009. It showed that 61% of these managers had a high knowledge of social networking despite 32% having no affiliation with any social networks themselves.

It was also discovered that more institutions intended to move into social media, though a majority of cultural institutions were still using their websites for most communications and were not using social software tools at all.

Sarebbe interessante proporre un veloce questionario alle istituzioni culturali italiane, relativo alle strategie digitali, per avere un’istantanea dell’adozione di nuovi strumenti e nuove strategie.

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