Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘foto’

Lo staff di Palazzo Madama di Torino ha pensato ad un vero e proprio evento offline per comunicare e lanciare la nuova timeline du Facebook: “I like…Palazzo Madama“, una giornata speciale per i fan di Facebook.

Ecco la comunicazione dell’iniziativa, pubblicata anche su LaStampa.it:

In occasione del lancio della nuova timeline di Facebook, il 30 marzo 2012, i fan della pagina di Palazzo Madama sono invitati in museo martedì 3 aprile, giornata di gratuità, per fotografarsi insieme alla loro opera preferita con il pulsante analogico “Mi piace” appositamente creato per l’occasione. Le foto, condivise sulla bacheca del museo, saranno mensilmente usate nella nuova copertina del diario Facebook di Palazzo Madama.

Un’idea carina a cavallo tra online e offline con l’obiettivo di chiamare pubblico presso il palazzo.
Tuttavia, lo staff, sempre molto attento ai nuovi media, ha anche già iniziato a riempire la timeline di contenuti “storici” (sul tema ho scritto poco tempo fa su IlFattoOnline) realizzando una sorta di archivio multimediale.

Inoltre, tra le tab della pagina Facebook, è stato inserito anche il profilo Pinterest del museo.

Annunci

Read Full Post »

Le foto dello staff dell’ufficio comunicazione durante la preparazione di una mostra, oppure gli scatti ‘rubati’ dai backstage, e tanto altro.
Protagonisti in questo senso sono il MAXXI e il Seattle Art Museum. Il primo lanciando il proprio profilo Instagram, il secondo utilizzando il blog del museo per fare teasing in vista dell’apertura della mostra “Gauguin & Polynesia“.

Il museo romano, questa settimana, ha condiviso sulla propria pagina Facebook un post che invitava gli utenti a seguire i dietro le quinte del museo proprio attraverso questa applicazione fotografica che è diventata a tutti gli effetti un social network utilizzatissimo.

Il museo americano ha invece utilizzato il blog per lanciare la nuova mostra, con un post realizzato da Calandra Childers (Communications Manager) nel quale si vedono le immagini dello staff comunicazione al lavoro.

Read Full Post »

Ok, non è un museo ma è pur sempre uno spazio digitale attraverso il quale apprendere informazioni su animali, piante, territori, luoghi e molto altro … Sto parlando della pagina facebook del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, che seguo con interesse da qualche mese e con attenzione crescente nelle ultime settimane. Perchè?

Bhè per cominciare, trovo davvero rilassante imbattermi (tra i deliranti update spesso presenti sulla mia bacheca!) in alcune splendide fotografie che “portano” un po’ di natura in ufficio, oppure in brevi post che in 2 righe veloci mi aggiornano su eventi ospitati in piccoli borghi, per non parlare delle “dritte” utilissime sul comportamento da tenere in alcune occasioni “particolari” come l’incontro con alcuni … lupi.

Belle foto, dunque, ma anche una grande voglia di condividere un territorio con le sue specificità, attraverso una informazione a 360°.
Tra gli ultimi progetti, vi consiglio di guardare questo album relativo all’iniziativa Progetto Lupo e la bella discussione che ha generato tra gli utenti.
Ovviamente, il mio suggerimento, oltre a seguire digitalmente le attività del parco, è quello di andare ad esplorarlo fisicamente! Trovate tutte le info qui.

Read Full Post »

Me lo chiedo spesso navigando per siti museali: certo, all’interno del sito spesso si trovano splendide gallery o interattive slideshow di flickr (vedi MoMA Slideshow on flickr) ma trovo che le homepage siano spesso “scarne”  in termini visuali.

Recentemente ho fatto una ricerca relativa ai siti di automotive, e sono rimasto sorpreso dalle soluzioni visual adottate: ti devono vendere un prodotto e per questo te lo mostrano spesso in modo impeccabile. Anche per chi come me non è certo un appassionato del settore, risulta difficile non ammirare le immagini piazzate in bella evidenza già in homepage.

Prendete il caso della Panamera.

Lasciando perdere inutili paragoni tra vendere prodotti e “vendere” cultura, mi chiedo semplicemente come mai i musei non sfruttino meglio quell’incredibile patrimonio di immagini di cui spesso dispongono.

Non sono un esperto di webdesign, ma non vi piacerebbe arrivare sul sito di un museo ed essere accolti da una slideshow ad alta definizione che mette in evidenza esterni, interni, collezioni, eventi?

Qualche giorno fa sono stato letteralmente rapito dalla breve slideshow presente nella home del sito relativo al prossimo festival internazionale di giornalismo: un biglietto da visita che vale mille volte di più di qualsiasi descrizione, offerta o spot.

Bhè, se avete 10 minuti liberi vi propongo una sfida da veri detective culturali: riuscite a trovare esempi di homepage museali degne di nota relativamente all’utilizzo delle immagini?

Read Full Post »

Ci sono progetti che mostrano in modo nitido quelle che sono le potenzialità dei nuovi media applicati ai contenuti artistici/culturali: ne abbiamo visti diversi, soprattutto grazie a progetti come Flickr The Commons.

I questo senso è esemplare il progetto di valorizzazione delle fotografie The American Image di John Collier Jr. scattate durante la seconda guerra mondiale: un website interattivo (collegato a flickr) che consente di “lavorare” con queste foto, soprattutto a scopo didattico.

Come?

Attraverso tre possibili azioni di approfondimento:

  • Comparazione delle foto
  • Commenti e approfondimenti sulle tecniche fotografiche
  • Montaggio User Generated del proprio clip video

Ecco come si presenta la home page: semplice, immediata, senza fronzoli ma con tutte le info che servono.

The American Image

Se volete sapere di più su come è stata organizzato tecnologicamente il progetto, andate qui

La cosa forte è che per ogni azione c’è una guida scaricabile in pdf per gli insegnanti: in questo modo nelle scuole sarà possibile avere tutto il necessario per svolgere al meglio l’attività didattica. Un accorgimento non da poco. Guardate ad esempio come è organizzata la pagina di Shooting Script.

Chi ha curato il progetto?

The American Image: The Photographs of John Collier Jr. was developed with a grant from the National Endowment for the Humanities. The Maxwell Museum of Anthropology and College of Education’s Technology & Education Center (TEC) at the University of New Mexico collaborated with Ideum to develop this interactive website

New media + Musei + Didattica. Niente male.

Read Full Post »

In due brillanti post Jim Richardson prova a spiegare i benefit, per l’attività museale, derivanti dall’utilizzo di Blog e flickr.

Per quanto riguarda flickr, ormai ci sono moltissimi musei nel mondo che utilizzano questa piattaforma e anche io ne ho scritto in diversi post (vedi Come utilizzare Flickr “The Commons”). Jim offre un rapido elenco di esempi d’utilizzo di questo strumento:

  1. Opening up the archives
  2. Contributing to exhibitions
  3. Crowd-sourcing advertising
  4. Crowd- sourced curating on Flickr
  5. To engage audiences with games

Trovate screenshot e dettagli nel post Five ways in which Museums are using Flickr.

E’ davvero straordinario vedere progetti così creativi realizzati grazie al web e con pochi soldi investiti: idee valide, anche di puro intrattenimento, che denotano una grande attenzione all’esperienza dell’utente/fruitore.

Indianapolis Museum of Art > IMA Blog

Per quanto riguarda i blog museali, anche qui l’argomento è stato trattato più volte e infatti, nel post di Jim, non ci sono sostanziali novità ma comunque tante cose utili e da tenere bene in mente se si vuole affrontare l’avventura di un blog museale. Ecco le domande che si pone:

  • Why museums should blog
  • What to write on a museum blog?
  • Who should write your museum blog?
  • How often should a museum blog?
  • Get ready for a conversation!

Vi consiglio dunque di leggere il post Why museums should blog: breve, chiaro e utile come spesso capita con gli articoli di Jim Richardson.

Secondo voi manca qualcosa ai punti sopra esposti? Io credo di si e infatti lo si trova nei commenti all’articolo.

Che ne pensate? Ci sono esempi brillanti di blog museali italiani? O dell’utilizzo originale di flickr? Sarei felice di scoprirlo!

Read Full Post »

Nuovo servizio in casa Google, per effettuare ricerche attraverso le immagini: l’applicazione, chiamata Goggles, è disponibile per gli Android phones.

Il progetto è molto interessante, anche se è ancora alle fasi iniziali e non sicuramente perfetto. Comunque sia, se da ora in poi vedete un quadro e desiderate saperne di più, basterà puntare la fotocamera del vostro telefonino.

Ecco un’immagine esplicativa.

Goggles > Artwork

Che c’è di nuovo rispetto ad altri servizi simili?

Goggles also uses location information to help identify objects, but its ability to recognize millions of images opens up new possibilities. “This is a big step forward in terms of making it work in all these different kinds of situations,” said Jason Hong, a professor at the Human Computer Interaction Institute at Carnegie Mellon University. (NYT)

Ecco qua il video tutorial dell’applicazione.

Che ne dite?

Read Full Post »

Older Posts »