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Posts Tagged ‘Musei di Strada Nuova’

Confesso che ho scoperto la rivista Archeomatica solo qualche settimana fa grazie ad uno scambio di mail con Daniele Pipitone, che fa parte della redazione. Preso come sempre da mille cose, non ho avuto il tempo di approfondire attentamente il tema fino a quando mi è arrivata la newsletter qualche giorno fa: è stata davvero una piacevole sorpresa trovare subito tanti spunti e temi interessanti!
Ci tengo quindi a segnalarne tre su tutti:

  • Il progetto MEMORIA / FUTURO – Tecnologie per il patrimonio culturale, un viaggio nell’Italia della scienza, alla scoperta delle tecnologie.
  • Il 31 ottobre è avvenuta la premiazione del concorso fotografico Wiki Loves Monuments.
  • Entrano nel progetto Google Art Project quattro musei italiani: la Fondazione Musei Senesi, i Musei di Strada Nuova a Genova, il Museo Poldi Pezzoli a Milano e il Museo di Palazzo Vecchio a Firenze.

Sul sito della rivista ci sono davvero molti spunti relativi a Beni Culturali e nuove tecnologie. Da tenere d’occhio!

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Continuano le interviste sull’attività digitale delle istituzioni culturali da parte di fucktorymuseum. Dopo il Mart e il Museo L. da Vinci di Milano, ecco una bella testimonianza di quanto avviene nella città di Genova grazie ad un moderno ed evoluto mix di attori protagonisti, tra i quali lo splendido gruppo di lavoro comunale Genova Città Digitale e i Musei di Strada Nuova (Palazzo Rosso, Palazzo Bianco, Palazzo Tursi).

Ne parliamo direttamente con Francesca Puddu, di Città Digitale, che ringrazio (così come lo staff dei musei) per la disponibilità e lo splendido lavoro.

Ci racconti un po’ la tua esperienza relativa al seminario sulla comunicazione crossmediale dei musei?

L’amministrazione centrale del comune ha incaricato Città Digitale di creare le pagine Facebook dei musei del comune di Genova. Il principio era quello di essere presenti dove la gente ha scelto di essere e di esserlo in tempi brevi. Quindi si è scelto di percorrere una strada alternativa a quella canonica.

Le pagine sono state create in maniera coordinata cercando di mantenere una grafica riconoscibile senza ingabbiare troppo la struttura e rendere possibili le customizzazioni richieste dai singoli musei.

I seminari per i curatori dei musei sono stati quindi lo strumento principale per presentare gli spazi ai legittimi proprietari illustrandone limiti, possibilità, obiettivi raggiungibili, esempi di utilizzo e possibili integrazioni con altri strumenti web 2.0.

Gli incontri all’inizio sono stati condotti in gruppo, sono cioè stati invitati tutti i conservatori in un’unica sessione per affrontare gli aspetti generali relativi all’azione. Per la fase successiva cioè quella di scelta dell’approccio e del design dell’architettura della comunicazione si è scelto invece di incontrare i curatori singolarmente per poter dare maggiore rilievo alle esigenze delle singole strutture e per poter meglio intervenire sulle necessità formative in una modalità maggiormente rispettosa della privacy.

Questi incontri face to face sono stati anche l’occasione per proporre, a seconda delle esigenze e delle caratteristiche della struttura, arricchimenti nell’offerta di strumenti di comunicazione per esempio attraverso l’inserimento di spazi dedicati al museo sul canale di youtube del comune www.youtube.com/genoamunicipality.

In alcuni casi il gruppo di lavoro di città digitale ha coordinato e realizzato video di presentazione per i musei o per iniziative museali integrando poi il prodotto nelle pagine di facebook del museo, promuovendolo sulla testata città digitale e linkandolo dal sito ufficiale.

L’obiettivo finale è quello di rendere sempre di più i curatori e i loro staff consci delle possibilità che i vari media offrono, per dare loro la possibilità di scegliere in maniera consapevole il servizio o lo strumento più adatto al raggiungimento degli obiettivi dell’istituzione e più calibrato alle possibilità reali di sostenibilità nel tempo.

Com’è organizzata e gestita l’attività di Genova Città Digitale?

Città Digitale è un gruppo di lavoro del comune di Genova che si occupa, diciamo, dell’attuazione del piano regolatore delle ICT in città.
Dal progetto per un nuovo sito ufficiale del comune alla concezione di un nuovo sito del turismo al coordinamento della comunicazione dei vari settori del comune attraverso i social media.

Il Campus di Città Digitale è costituito da una decina di persone strutturate a vario titolo nel comune (video maker, redattori, fotografa, social networker, webmaster e figure dirigenziali) che compongono lo zoccolo duro della redazione.

Oltre a questo gruppo stabile esiste un sempre più ampio, motivato e competente gruppo di giovani che orbitano attorno al campus e che offrono la loro freschezza, le loro idee, il loro tempo in cambio della possibilità di imparare e dell’opportunità di misurarsi con progetti concreti e visibili.
Per quanto riguarda gli obiettivi, beh, ne abbiamo molti ma quello principale e rendere la città di Genova un po’ più “digitale” e rendere sempre di più i cittadini consci della possibilità che la rete offre a chi ne sa approfittare. Oltre che con i musei il campus “dialoga” con le biblioteche, le associazioni, gli artisti del territorio (Genova hub su mySpace) le realtà locali e si avvale di alcune collaborazioni con varie facoltà dell’ateneo genovese.

Per quanto riguarda i Musei di Strada Nuova, come è stato pianificato e gestito l’approccio ai social media?

Tutto quello che i Musei di Strada Nuova hanno fatto in relazione ai social media e ai presidi digitali è sempre passato attraverso il campus di Città Digitale per quanto riguarda le questioni implementative, i conservatori dei musei sono intervenuti per fare in modo che attraverso questi strumenti fosse possibile esplicitare gli obiettivi e la logica che è semplicemente quella di promuovere e far conoscere le collezioni avvicinando i visitatori al museo senza che ne siano spaventati, quindi invitandoli anche attraverso mezzi nuovi ed accattivanti…senza per questo voler sostituire il ‘virtuale’ all’oggetto reale, che deve sempre essere il fine per il quale si lavora.

Gli spazi sui social media, le pagine del sito internet, le mappe con gli itinerari sul territorio, le gallerie fotografiche e i video sono strumenti per invitare i visitatori a voler – ad un certo punto – spegnere il pc per venire a trovarci.

I modelli che ci hanno ispirato sono stati, banalmente, l’approccio intermediale del Mart, l’agilità del MoMA e della Tate e la freschezza di piccole realtà come per esempio il Mao di Torino.

Chi gestisce i presidi digitali dei Musei di Strada Nuova?

La gestione dei presidi digitali dei Musei di Strada Nuova è affidata al personale dei musei, spesso ai curatori stessi che intervengono in prima persona. Ad affiancare i musei dal punto di vista tecnologico, implementativo ed “esecutivo” ci sono poi il campus di Città Digitale e la direzione dei musei del comune di Genova.

Ci sono progetti futuri relativi all’attività digitale?

I progetti che ci frullano in testa sono tanti, il primo (in ordine di prevista apparizione) è la pubblicazione della sezione del sito dei musei dedicata al concetto di museo allargato.

A breve compariranno sulle pagine dei musei del comune dei percorsi georeferenziati che si snoderanno attraverso una serie di punti di interesse corredati di descrizioni testuali e arricchiti da vari media.
Questi percorsi saranno solo l’inizio di un processo che dovrebbe portare, attraverso la raccolta di user generated content alla costruzione di un ricco patrimonio di informazioni sul territorio creato in maniera corale da chi il territorio lo vive e lo studia o da chi lo ha visitato.

Un altro progetto che ronza attorno ad alcune teste del campus e che presto vedrà la luce è basato sull’utilizzo dei qr code per rendere possibile la fruizione delle risorse georeferenziate direttamente sul territorio.

Insomma le parole chiave dei nostri progetti futuri sono: partecipazione, user generated content, mobile, multiple devices con un eco sulla realtà aumentata che prende sempre più corpo.

Bhè, che dire, ancora un grazie a Francesca per la preziosa testimonianza e, mi raccomando, non perdete l’occasione per andare a visitare il sito Città Digitale e leggere l’articolo di Francesca “I Musei di Genova su Facebook”.

Mi auguro di riuscire presto a racchiudere tutte queste preziose testimonianze in un eBook più facilmente fruibile.

P.S. Sempre su segnalazione di Francesca vi raccomando “Breve storia di un amore fra un conservatore di museo e facebook

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